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Pubblicato da michela zanarella il: 14/04/2010
RECENSIONE DI GIUSEPPE LORIN
Non si può fare a meno di pensare al trattato di Aristofane “Le Nuvole” in questa nuova raccolta di racconti dal titolo altamente filosofico “Convivendo con le nuvole” di Michela Zanarella per la sezione Gli Istantanei della GDS EDIZIONI. Non solo il titolo della raccolta richiama il filosofeggiare sui rapporti sociali ma è proprio il quadro sociologico comportamentale quello che viene messo sotto analisi da Michela Zanarella in questi otto racconti assemblati insieme. In Grecia, rappresenta la disputa di Elena, Susy e Patty sul frutto della discordia rappresentato da Jason, l’affascinante dagli occhi chiari incastonati in un volto abbronzatissimo. Comunque i loro diversi interessi le stavano separando in quella stagione In Grecia. Eppure erano unite da una grande amicizia, ma qui ognuna prendeva una direzione diversa come se fossero tre individui diversi. L’aria della Grecia, il fascino del posto, la diversa fisicità fa “dividere” le affinità affettive In Grecia! È il buon senso, l’Amore puro, l’Amicizia autentica che fanno unire più di prima, come se nulla fosse successo!
Per Michela Zanarella, Giugno, con la “G” maiuscola, non è un mese ma il nome del suo confidente arboreo, il faro verde della sua adolescenza, Giugno è stato un abete, spiato dagli aerei che sorvolavano la casa di Michela; Giugno era lì, tutto solo, accanto alla casa dei suoi genitori. Dare un’anima alla flora che ci circonda, agli esseri apparentemente inanimati è ristabilire quell’equilibrio primordiale ed archetipico proprio per raggiungere il rapporto positivo dell’uomo con il suo ambiente e conquistare la libertà, la nostra Libertà. L’assimilazione fa si che l’adolescente assorba l’ambiente in tutte le forme di partecipazione psichica. Molto delicato ed introspettivo questo racconto della Zanarella! Il sigillo della narrazione è racchiuso in questa frase: “… sbriciolare le nuvole con la fantasia.” Il tema della diversità è affrontato nel racconto “Gli zingari oscuri” e la chiave della comprensione affettiva, etica e sociale è che, per la trasformazione critica, occorre la giusta sintonia con l’altro. Il Pesco è l’albero dal quale si osserva non visti l’amore tradito ed uno sgomento pesantemente t’assale facendoti rovinare sulle rocce. Ti svegli dal coma e ti trovi protagonista nel libro scritto dalla donna amata. Racconti psicologici che si fanno leggere tutti d’un fiato permettendo altri orizzonti del nostro afflato poetico. “Era una sera come tante, la luna sembrava specchiarsi nei fossati, prima di salire nel buio.” Questo è l’incipit di “L’Harley”, qui il fascino descrittivo ambientale di Michela Zanarella segna in modo inequivocabile il tratto pittorico visivo del racconto. Gli otto racconti si possono definire “soggetti cinematografici” tale è l’impressione visiva che si ha leggendo “Convivendo con le nuvole”. Si parla anche dei rapporti padre-figlio e nel terz’ultimo racconto dal titolo ludico “La palla di pezza” è chiarificatore dell’afflato narrativo l’excipit: “Amidou era felicissimo del regalo, adesso non solo aveva un amico con cui giocare, ma anche un padre da amare.” Insomma, in questi racconti di Michela Zanarella ci sono proprio tutte le sfaccettature della sensibilità umana! Da Aristofane a Bob Dylan, Blowin’ the wind, la risposta amico mio ascoltala nel vento, ne “La Voce” e “Nel Vento”. Ecco, questi sono gli ultimi due titoli di “Convivendo con le nuvole” di Michela Zanarella. Ottima lettura fantastica e creativa!
di Giuseppe Lorin
Pubblicato da Massimo Groppi il: 27/03/2010
Due sono gli scopi che questo breve testo si pone: il primo è quello di colmare il vuoto di informazioni che il paziente spesso ha sul mal di schiena, fornendo quelle notizie che, per una serie di motivi, non vengono date durante la visita medica; il secondo è quello di fornire queste notizie con un linguaggio semplice, il linguaggio che usa comunemente il paziente e non il medico.
Detto in uno slogan: “Tutto quello che avreste dovuto sapere sul vostro mal di schiena, e che non vi è mai stato detto!”
Viene spiegato che cosa è il mal di schiena, come si presenta e le sue cause, vengono chiariti gli aspetti della prevenzione, con tutte le raccomandazioni da seguire nelle posizioni e nei movimenti di tutti i giorni.
Un capitolo è interamente dedicato all’importanza dell’attività motoria nella lombalgia, con la spiegazione dettagliata dei principali esercizi di base per la colonna vertebrale; vengono forniti dei consigli per chi è in sovrappeso e su come scegliere lo specialista quando necessita una diagnosi, per finire con dei suggerimenti a coloro che sono un po’ ‘restii’ a migliorare il loro mal di schiena.
Seppure nella sua apparente leggerezza, il testo già nel titolo enuncia delle sacrosante verità sul mal di schiena, la prima è che non guarisce o scompare, ma con esso bisogna imparare a convivere; e per conviverci nella maniera migliore e meno fastidiosa, occorre imparare a conoscerlo e a saperlo gestire.
Questa è la seconda verità: occorre che il paziente, dopo avere capito di che cosa si tratta, impari a gestire il proprio mal di schiena ponendosi in un atteggiamento mentale attivo, nel senso che, presa coscienza del problema, smetta di essere tale, e si appropri di tutte quelle competenze necessarie, a far si che si sviluppi una sorta di autodeterminazione nella gestione del suo problema.
Da qui la terza ed ultima verità contenuta nel titolo: vivere felici!
Innanzitutto vivere, per il semplice fatto che di mal di schiena non è mai morto nessuno; felici, perché tra subire il mal di schiena e non subirlo, è meglio non subirlo: se si impara a gestirlo bene, si potrà vivere sicuramente meglio, dunque… felici!
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